La leggendaria foresta di Sherwood sembra aver perso uno dei suoi pezzi forti. Pare infatti che sia morta l’antica quercia che – secondo la tradizione e i mille racconti che vi si intrecciano – avrebbe dato rifugio niente meno che a Robin Hood.
A dare questa triste notizia è la Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), ovvero la versione britannica della nostra Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli o LIPU che dir si voglia.
Vecchia di circa milleduecento anni la cosiddetta Quercia Maggiore sarebbe morta dopo non aver messo le foglie la primavera scorsa.
una vecchia immagine della Edwinstowe Historical Society
Sarebbero due i fattori di questa mestissima sorte, La prima responsabilità c’è chi la addossa ai troppi visitatori che negli ultimi due secoli si sono avvicinati er ammirarne i rami nodosi. La seconda colpa è potenzialmente da imputare alla chioma eccessivamente rigogliosa di questo albero. La somma di questi due elementi di “disturbo” avrebbe portato a compattare eccessivamente il terreno fino al punto di impedire alla pioggia (o rendere comunque difficile) di raggiungere le radici della pianta.
Ad onor del vero non è assolutamente possibile dire cosa abbia “ucciso” l’albero, ma non cì+ dubbio che le “impronte” di milioni di persone hanno contribuito al suo declino. Non vanno trascurati gli interventi di sostegno dei suoi enormi rami con cavi e pali e neppure i tanto attuali cambiamenti climatici. Le ondate di calore e la siccità hanno inevitabilmente contribuito negativamente e gli esperti arboricoli hanno riscontrato che l’apparato radicale era strangolato e indebolito.
Ad onor del vero la storia che la Quercia fosse “defunta” è venuta fuori più di una volta in questi ultimi anni, ma adesso a darne comunicazione è proprio l’organizzazione ambientalista che in èrecedenti circostanze si era affrettata a smentire le dicerie in proposito.
la statua di Robin Hood a Nottingham
A prendere la parola purtroppo è Hollie Frake, portavoce della Royal Society for the Protection of Birds, che il dover constatare la mancata produzione di foglie è stato doloroso per chi è impiegato a verificare le condizioni di salute di un simile monumento vegetale.
La Quercia Maggiore aveva offerto riparo al mitico Robin Hood, il romantico bandito del XIII secolo che era solito rubare ai ricchi per poi donare tutto ai poveri e che dopo le sue incursioni andava a rifugiarsi nell’intricata vegetazione della foresta di Sherwood.
L’aggettivo “Maggiore” attribuito alla pianta non è dovuto alla imponente dimensione ma prende il il nome da un libro sulle querce scritto nel 1790da un ufficiale che si chiamava Hayman Rooke e che rivestiva proprio il grado di “maggiore”. Proprio quel libro diede inizio alla prima ondata di appassionati che accorsero nella foresta, vuoi per ragioni storico-letterarie, vuoi spinti da interessi botanici.
La Quercia Maggiore è stata risparmiata dalla segatura ed è protetta da una recinzione sin dagli anni ’70. Se le sue sorelle sono servite per costruire le navi della Royal Navy dell’Ammiraglio Nelson e per le travi utilizzate nel tetto della Cattedrale di St. Paul a Londra, il suo ruolo storico la salverà almeno come monumento naturale.
Tutti sperano in una smentita e confidano che la prossima primavera qualche fogliolina riaccenda la speranza che anche stavolta la Quercia Maggiore non sia morta.
l’interessante videoclip del canale YouTube “Inspired4Nature”















ci sono stata due anni fa…
è stata una bella vacanza e la foresta di Sherwood è meravigliosa