Negli ultimi anni le nostre città si sono trasformate. A volte lo hanno fatto in maniera incredibile e non ripescando le note di Celentano che nella sua Via Gluck evocava aree verdi e ricordava dove c’era l’erba…
Una delle caratteristiche dell’evoluzione urbanistica è l’irrefrenabile sbocciare di “rotatorie” ad ogni incrocio stradale.
Premesso che questo articolo non è stato sollecitato da alcuna azienda produttrice di semafori che vede sempre più penalizzato il proprio business, in molti casi ci si chiede spontaneamente il perché di determinate soluzioni per la viabilità in luoghi in cui si stenta a credere che possano servire a qualcosa.
A chi brontola e ogni volta si chiede “chi ha mangiato” con una simile realizzazione (mettendo in dubbio l’incorruttibilità del funzionario comunale o del corrispondente assessore), si sente il dovere di segnalare una bizzarra rotatoria ungherese, completamente isolata e lontana da tutto.
Siccome qualcuno potrebbe non credere alle foto e – come San Tommaso se avesse avuto Google Maps – avrebbe piacere di verificare, questa è la cartina che si suggerisce di guardare scegliendo la visualizzazione da satellite.
Inutile avvalersi dell’omino giallo che permette di attivare la funzione “Street View”: la rotatoria non è raggiungibile da alcun veicolo e quindi anche la vettura di Google stracarica di telecamere e obiettivi non ha potuto arrivarci…
Parliamo di un lavoro edile stradale completamente scollegata da tutto che si trova in un campo aperto tra Zalaegerszeg e Zalaszentiván, due città dell’Ungheria occidentale.
Se da noi si fanno mille storie su a chi dovrebbe servire il Ponte sullo Stretto, figuriamoci cosa può pensare il cittadino magiaro dinanzi ad una simile anomalia infrastrutturale.
Vista dall’alto, sembra che qualcuno (un marziano?) o qualcosa (un gigantesco disco volante) l’abbia semplicemente abbandonata in mezzo a terreni incolti e se ne sia dimenticato…
Metrans è un operatore leader del trasporto multimodale in Europa
La verità è un’altra e potrebbe far tremare le vene ai polsi dei contribuenti destinati a pagare la follia del collegamento viario tra Scilla e Cariddi. Questa atrocità in una sorta di vuoto cosmico è il risultato di promesse governative non mantenute…
Va detto che quando fu annunciata per la prima volta, nel 2021, la rotatoria tra Zalaegerszeg e Zalaszentiván sembrava perfettamente sensata. Infatti doveva servire un nuovo centro logistico e terminal container di Metrans (un colosso privato della logistica), consentendo alle merci in arrivo via ferrovia dal Mar Adriatico di attraversare rapidamente l’Ungheria verso paesi come Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia, senza dover passare per Budapest.
Il Ministro degli Esteri ungherese Szijjártó Péter annunciò i piani per il nuovo centro logistico vicino a Zalaegerszeg e il Comune non perse tempo e richiese immediatamente i fondi europei necessari per costruire la strada di accesso e la rotatoria destinata a collegare il futuro terminal container. Era febbraio del 2021.
l’incredibile video realizzato da ATLASZO
Due anni dopo la rotatoria viene realizzata spendendo circa 1,25 milioni di euro di fondi UE a fondo perduto. Peccato che i lavori per il terminal container non erano ancora iniziati…
Passano altri tre anni e nulla è cambiato.
Nessun lavoro è stato fatto per il centro logistico, Nessun collegamento alla rotatoria milionaria.
E’ opportuno aggiungere che il terminal Metrans – per avere uno scopo o almeno un senso, dovrebbe essere collegato a una nuova linea ferroviaria che lo attraversi. Purtroppo il progetto è ancora in fase di appalto, senza nemmeno una stima precisa di quando dovrebbero iniziare i lavori. Un po’ come succede dalle nostre parti…
E’ bello sapere che non siamo soli nell’universo….













