Potremmo accontentarci di far parlare i numeri e riconoscere che 20 edizioni e quest’anno 250 aziende e 200 etichette in esposizione sono la testimonianza “matematica” di un grande successo.
Parliamo di VitignoItalia, un evento che incorona Napoli come terra in cui Bacco sarebbe pronto a prendere residenza e che alla Stazione Marittima del capoluogo campano da domenica 17 a martedì 19 è pronto a mostrare la crescita della partecipazione territoriale delle realtà italiane più amate.
La manifestazione è una vera e propria cornucopia di occasioni eccezionali: verticali di annate storiche, masterclass dedicate alle grandi denominazioni italiane, approfondimenti sulle viti a piede franco, viticoltura vulcanica e incontri sul futuro del settore garantiscono una emozionante immersione nel panorama tradizionale e contemporaneo del vino italiano.
L’appuntamento al Molo Angioino si profila come una opportunità da non perdere. E’ lo stesso direttore di VitignoItalia a sottolinearne la caratura e ad evidenziarne la forte crescita fino ad assumere un ruolo trainante per l’intero settore. “E’ uno spazio di confronto, promozione e costruzione di relazioni grazie alla sempre più sentita sinergia con le Istituzioni” dichiara infatti Maurizio Teti, che aggiunge “Il forte incremento numerico delle aziende partecipanti, la massiccia presenza territoriale e l’elevato livello dei contenuti in programma sono motivo di orgoglio”.
Maurizio Teti, direttore di VitignoItalia
I visitatori hanno a disposizione un fitto calendario di incontri che cominciano domenica 17 maggio con un percorso dedicato alla viticoltura “a piède franco”, ovvero quella della vite con radici proprie e non derivante da una barbacella ricavata per innesto di una marza europea su radici di piante americane. Parliamo di una rarità perché dopo il flagello della “filossera” a metà dell’800 gli innesti hanno caratterizzato la quasi totalità dei vigneti nazionali….
Va tenuto conto che l’itinerario riferito ai vitigni rari italiani dà modo di riflettere sull’importanza del recupero della biodiversità, tema sviluppato anche con G.R.A.S.P.O. (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e lA Preservazione dell’Originalità e la biodiversità viticola)
Molto interessante anche il ciclo di incontri e degustazioni in cui si intrecciano terra e mare, realizzati con il supporto di FREAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura) cui si deve la creazione del Wine & Food Lab.
Chi ama il buon bere può approfittare della degustazione guidata del Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e quella dei migliori vini bianchi campani del 2006 per raccontare un’annata che è entrata nella storia.
Particolarmente accattivante il duello dei vini del Consorzio DOC Friuli con l’approfondimento “Friulano vs. Sauvignon: tra tradizione, modernità e identità territoriale”, mentre è pronto ad incuriosire anche i più distratti l’incontro dedicato alla viticoltura vulcanica con una sorta di slalom che passa per le zone del Vesuvio, dell’Etna, delle isole ponziane fino ai Colli Albani.
Gii appassionati di masterclass possono approfittare di quella esclusiva sulle migliori espressioni dello Chardonnay italiano oppure quella che mette di fronte Barolo e Taurasi a cui seguirà l’approfondimento sul Tintore di Tramonti, il vitigno autoctono coltivato ancora a piede franco in Costiera Amalfitana.
VitignoItalia è una manifestazione con forte connotazione sociale ed etica e lo dimostra con la ospitalità alla Fondazione Domenico Cirillo, realtà impegnata nella promozione di progetti di inclusione e cittadinanza attiva, a testimonianza dell’impegno della manifestazione nella sensibilizzazione e promozione del bere responsabile soprattutto tra le nuove generazioni.
Gli spunti sono davvero tanti e per meglio capire perché vale la pena visitare VitignoItalia abbiamo chiesto a Stefano Carboni, docente universitario e autorevole comunicatore del vino, di darci qualche dritta. La videointervista riportata qui sotto è la miglior sintesi che AndandoVedendo può regalare al suo pubblico.
la videointervista a Stefano Carboni, docente universitario e comunicatore del vino














Non conoscevo questa rassegna e enologica, che apprendo ha più di vent’anni. È una presenza importante al sud. Non solo Vinitaly, dunque complimenti e ad MAIORA
Forza Napoli!
È bello sapere che nel capoluogo partenopeo ci si dà da fare anche nel settore enologico e questa manifestazione mi auguro abbia lo stesso successo che hanno eventi di questo genere in altre località italiane quasi sempre del Nord
Evvivaaaaa Napoli! Adoro❤️