“Sì. ho girato oltre 30 paesi e ho aperto molte strutture e locali in giro per il mondo,
La mia passione è la cucina. A novembre compio 48 anni di lavoro, una cosa meravigliosa! Ed amo ancora il mio lavoro.
Cerco di aggiornarmi ogni giorno. Studio con interesse,e in questo periodo sto seguendo anche tramite delle slide le lezioni della San Raffaele di Roma, dove c’è Alex Rivelli Sorini e Susanna Cuttini.Seguo dei materiali loro per aggiornarmi perché, nel mercato, voglio essere ancora concorrenziale.
Anche se ho 62 anni ,per me l’età non conta, voglio essere concorrenziale e mi sento miliardario. Miliardario di che cosa? Di cultura, perché la cultura è la mia ricchezza. È giusto e nessuno nel mondo mi potrà mai togliere questa cosa. Perciò la ricchezza mia cos’è? La cultura. La cultura è meravigliosa. La città, la nazione dove c’è maggiormente cultura è il bel Paese! quando vado all’estero mi dicono «Ah, sei italiano?» Sì, sono della culla della cultura, della cultura dove è nata la storia, parte del mondo, voglio dire. la cultura del cibo. E cito anche proprio Acqualagna”.
Lei in cucina il tartufo, naturalmente l’ha fatto conoscere al mondo intero. Qual è la cosa che, secondo lei,,riesce più eloquente, ossia quella che racconta meglio questo prodotto?
“Eh, assaggiarlo ! Il tartufo si deve mangiare, perché non ha una mezza misura, non si può dire «Mi piace un po’». Eh, non mi piace. A volte mi dicono «Ma io ho mangiato il tartufo, mi ha dato un po’ fastidio». No, il tartufo non ti dà fastidio. O lo ami o non lo ami. E quando lo ami ,lo ami tanto perché è una cosa meravigliosa e regala delle sensazioni al nostro palato uniche, perché il sapore del tartufo è unico, non assomiglia ad altre cose. È un fungo, però è un fungo che quando lo assaggiamo, le nostre papille gustative gioiscono e godono di profumi, aromi, sapori che sono unici che altri alimenti non possono dare e questa è una cosa importantissima”.
Il profumo del tartufo di Acqualagna secondo lei che differenze ha rispetto agli altri tartufi famosi nel nostro paese?
“Eh, il tartufo bianco è tartufo bianco, il Tuber Magnatum Pico, è molto profumato perché dipende dalla tipologia di flora del terreno dove viene raccolto.
Il tartufo magari non ha un bellissimo all’aspetto, ma l’aspetto diventa una cosa secondaria perché più è brutto e più è profumato . In tal caso abbiamo una qualità molto importante a livello di tartufi.
Considerato che poi abbiamo il nostro territorio che ha ben nove tipologie di tartufo che si possono commercializzare tutto l’anno e che si possono commercializzare anche a norma di legge, significa che noi in ogni mese dell’anno abbiamo il tartufo. Acqualagna raggruppa tutti questi aspetti e questa è una cosa importantissima”.
la videointervista allo chef Antonio Bedini
Parliamo di tavola. Secondo lei, la pietanza in cui il tartufo esprime maggiormente le sue proprietà è la pasta e la frittata?
“Uovo e patata. Si può gustare bene il tartufo perchè entrambi hanno sapori abbastanza neutri. Con le uova si può gustare facendo la strapazzata, ad esempio, è una cosa molto molto buona,si coniuga molto bene. Anche la patata si presta, sono i due prodotti che si prestano meglio a esaltare il tartufo perché sono abbastanza neutri.
La pasta deve essere un prodotto di qualità, una pasta con le uova,anche se un prodotto commerciale, però un prodotto buono.
Poi se uno vuole fare, per esempio, anche cucinare del pesce con il tartufo, si può fare. Si possono fare dei dessert con il tartufo, ma devono avere determinate caratteristiche sia la preparazione che le materie prime che vengono utilizzate per la preparazione di questa cosa.
E questa è una cosa importantissima perché ad esempio fare un desser con un fior di latte e un semifreddo e mettere alla fine un po’ di cioccolato extra fondente, magari un Equador 96% di burro di cacao, e ci mettiamo una grattugiatina di tartufo bianco, abbiamo un’esaltazione di profumi, aromi! Oppure si può anche utilizzare del nero pregiato, è uguale. Abbiamo un’esaltazione di profumo e di aromi che quando lo mettiamo al nostro al nostro palato, le nostre papille gustative gongolano, perché, abbiamo qualcosa di fantastico”.
Bravissimo. Ci ha fatto venire la collina in bocca.















grande personaggio che miscela sorprendente bravura ad una rara umiltà
ha davvero ragione la giornaliata quando.dice che lo chef fa venire l’acquolina in bocca!!!
ho avuto il piacere e la fortuna di assaggiare le prelibatezze del Maestro Bedini….
Numero Uno!!!