Troppo facile andare a Sorrento se si è irrefrenabili fan del litorale campano e si vuol trovare una località la cui bellezza è declamata in ogni angolo del pianeta.
L’evocazione della storica canzone napoletana, musicata dal 1902 da Ernesto De Curtis e scritta da suo fratello Giambattista, è d’obbligo per dare una insolita opportunità di svago a chi ama il turismo non preconfezionato.
L’invito “Torna a Surriento” vuole portare il lettore di Andando Vedendo a scoprire una curiosità che non deve sfuggire a chi – come è fin troppo ovvio – è travolto dalle troppe cose belle da gustare in quella meravigliosa cittadina.
Abituati ad arrivarci per il suo mare incantevole e per gli emozionanti panorami “tradizionali”, viene quasi spontaneo chiedersi se ci sia qualcosa di “diverso” da poter vedere, da ricordare come “qualcosa in più” che altri visitatori non abbiano colto, da raccontare agli amici per condividere le proprie emozioni turistiche.
Chi passa da quelle parti e magari scorrendo le pagine di questo blog/magazine si è “fatto persuaso” (come dice il Commissario Montalbano) del fascino dei luoghi abbandonati (vedasi la nostra tappa a Craco, la Ghost Town lucana, oppure alla nave fantasma Galaxy…) non può fare a meno di dare un’occhiata al cosiddetto “Vallone dei Mulini”.

Il luogo incantato è in una delle valli della costiera e ridossato proprio a Sorrento. Il suo nome, facile a comprendersi, è legato alla presenza di strutture produttive che – un tempo utilizzate per la macinazione del frumento – oggi sono state divorate dalla natura che poco alla volta ha cercato di riconquistare i suoi spazi.

Il Vallone dei Mulini può essere considerato uno dei più datati contesti morfologici della zona perché pare sia stato originato circa trentacinquemila anni fa da una violenta eruzione vulcanica che sconvolse l’area dei Campi Flegrei. La pioggia di detriti ricoprì e modificò sostanzialmente tutta la zona che va da Punta Scutolo a Capo di Sorrento. Due ruscelli di acqua sorgiva, il Casarlano e il Sant’Antonino, hanno fatto il resto: le loro acque hanno scavato la profonda e stretta gola cercando un varco per trovare sbocco a mare.
La presenza di un torrente ha fatto sì che nel XVII secolo ne venisse sfruttata la corrente come forza motrice delle macine e delle segherie. I manufatti che rimangono in quegli impervi dirupi sono la testimonianza di un passato produttivo che includeva anche lavatoi e grotte tramutate in cisterne per la conservazione di riserve d’acqua.
L’avventura industriale si spegne progressivamente con l’eliminazione – nella metà del 1800 – del ponte che univa Sorrento al resto della costiera e con il riassetto della gola che venne parzialmente riempita dividendo il Vallone dei Mulini in due. Gli interventi sul territorio hanno comportato tra l’altro la deviazione dei corsi d’acqua e il loro incanalamento. Questo fattore, unito ad altri di natura climatica, ha rappresentato il capolinea delle attività nella valle a cominciare da quelle del mulino.

L’umidità – che costantemente si aggira attorno all’80 per cento – hanno trasformato la zona in una sorta di giungla in cui non mancano piante carnivore, arbusti rari e rigogliosi cespugli di capperi.
Se prima dell’avvento delle macchine fotografiche la scena ha ispirato pittori ed artisti, ancora oggi si può gustare una visuale affascinante che rimarrà indimenticabile nei nostri ricordi ancor più del risultato del clic del frigido smartphone che portiamo con noi.












sono davvero contento che AndandoVedendo torni a regalare emozioni!
grazie!
Gianni
sempre belle le mete proposte e sempre utile il riferimento geografico che con il telefonino permette al navigatore di trovare subito il posto da raggiungere
Ottimo sito!
L’ho trovato per caso e sono contenta che la combinazione mi abbia aiutato favorevolmente.
Ho messo l’indirizzo tra i miei “preferiti” e spero di trovare spesso qualcosa di nuovo verso cui dirigere la prua!
Antonella
Una zona poco nota della penisola Sorrentina davvero affascinante. Grazie per i suggerimenti e ben tornato!
Very good post. I certainly appreciate this site. Continue the good work!