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CERTOSA DI PADULA, DEVIAZIONE D’OBBLIGO SULLA “SALERNO-REGGIO”

by Maria Teresa Lamberti
1 Ottobre 2025
in Viaggi
2
CERTOSA DI PADULA, DEVIAZIONE D’OBBLIGO SULLA “SALERNO-REGGIO”
3.9k
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“Fare una frittata” è, nel lessico comune, combinare qualcosa di sbagliato proprio quando si ha intenzione di ben figurare.
Eppure la storia (o forse la semplice leggenda) racconta che una “frittata” fu deliberatamente fatta per sbalordire positivamente una persona importante. Una frittata gigantesca, realizzata addirittura con mille uova, fu il “welcome cocktail” (come direbbero oggi gli appassionati di espressioni barbare in luogo del nostro non parco idioma) per l’imperatore Carlo V che se ne tornava a Napoli dopo la campagna militare di Tunisi. Il fatto che risale al 1535 sarebbe accaduto a Padula e per la precisione nel complesso monastico della Certosa.
I religiosi – trovatisi ad ospitare il sovrano in transito – pensarono di superare la difficoltà di dare adeguata accoglienza ad un così importante personaggio preparando una frittata gigantesca con ben mille uova.
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Mentre viene da immaginare i dolori muscolari di chi ha dovuto sbattere un simile quantitativo di albumi e tuorli, resta da capire quale sia stata la padella in grado di cuocere una simile mostruosità…
Vero o non vero, poco importa specie nell’era delle fake news, la bizzarra curiosità ci fa correre non alla ricerca del pentolame ciclopico ma a visitare un capolavoro di rara bellezza.
La cucina della Certosa meriterà – anche in ragione di questo racconto – una tappa obbligatoria…
DSC_0052
Padula, località originariamente insalubre come il nome ricorda (il riferimento è ovviamente alle paludi anticamente presenti in quella zona), ha nel suo territorio la Certosa un tempo dedicata a San Lorenzo (la sua pianta perimetrale riprodurrebbe la forma della graticola sulla quale venne sacrificato il martire) e ormai identificata con la località.
C’è chi l’ha considerata – pur a connotazione religiosa – una sorta di reggia e l’impressione è certo condizionata dalle oltre 350 stanze e dal chiostro che probabilmente è il più grande del mondo: è stata l’epicentro dell’economia di quella zona e per certi versi ha anticipato i grandi centri commerciali odierni perché nello sterminato cortile erano dislocate numerose botteghe destinate alle più diverse lavorazioni.
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La sua costruzione è cominciata nel 1306, a voler esser precisi il 28 gennaio, dopo la donazione delle terre della Grancia da parte di Tommaso II Sanseverino ai frati Certosini di San Brunone. Rimane poco della struttura primigenia perché il complesso è stato oggetto di numerosi ripetuti interventi. Nel 1583 – sotto il priorato di Damiano Festini – viene avviata una significativa stagione di lavori di revisione architettonica durata quasi due secoli che ha portato all’edificio la prevalenza dello stile barocco.
La più importante delle tracce trecentesche è senza dubbio la Chiesa – risalente al 1374 – a navata unica, con archi ogivali e volte a crociera.
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Se assolutamente da non perdere sono le Sale delle Campane, del Capitolo e del Tesoro, una delle attrattive più curiose è certo quella della scala elicoidale in pietra che – composta da trentotto gradini monolitici – porta alla Biblioteca.
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La Biblioteca, depredata nel tempo, conservava circa ventimila volumi, di cui solo un paio di migliaia sono ancora nella Certosa.
Sono da vedere il Chiostro della Foresteria e quello del Cimitero Antico.
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Il complesso – dichiarato monumento nazionale dal 1882 e presa in consegna dalla Sovrintendenza di Salerno solo cento anni dopo – ha subito mortificazioni non solo burocratiche. Nelle due guerre mondiali è stato adibito addirittura a campo di concentramento e scritte nella corte e pitture alle pareti a piano terra dello scalone ne sono la drammatica testimonianza.
Come al solito, chi nono vuole perdersi per strada può approfittare della mappa interattiva…

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Tags: campaniacertosachiostroleggendapadulascala elicoidale
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Comments 2

  1. BENEDICTIS Marcella says:
    4 mesi ago

    La Certosa può essere un’ottima deviazione.
    Ad averlo saputo prima avrei potuto arrabbiarmi di meno ogni volta che su quella terribile autostrada ho perso ore e ore in colonna per gli interminabili lavori sulla carreggiata.
    Nonostante la A2 sia diventata scorrevole, la prossima volta che transito da quelle parti una scappatina a Padula la faccio sicuramente.
    Grazie.
    Continuate così.
    Marcella Benedictis

    Rispondi
  2. GA. BERNARDI says:
    4 mesi ago

    Una meraviglia!
    Molto carino il modo di raccontare i posti e senza dubbio utile indicarne al strada consentendo di sfruttare la cartografia digitale delle mappe multimediali.
    Sinceri complimenti.
    Gianalfonso Bernardi

    Rispondi

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