Nata dalla creatività del famoso designer Giorgetto Giugiaro, la graziosa e minuta bottiglia può contenere solo quell’aceto balsamico approvato da una commissione di esperti assaggiatori , come prevede il disciplinare di produzione. Disciplinare che condensa, come le 252 gocce di aceto, tradizione, saper fare e un sublime equilibrio di sapori e profumi. Apprezzati fin dai tempi dei Romani e gustati ancor oggi, anche con spericolati abbinamenti.
Certo, il più riuscito accostamento dall’aceto balsamico per molti è con il Parmigiano Reggiano ma esperti, chef e golosi si spingono ben oltre.
In molti casi favoriti proprio dalla fortunata combinazione geografica delle varie produzioni, una territorialità che vede realtà sorelle in tema di sapori. Non a caso, proprio la provincia di Modena si fregia di un goloso primato: con ben 27 prodotti Dop, Igp e Stg si vanta di essere la prima in Italia, tanto che le sue eccellenze sono rappresentate nel brand PIACERE MODENA che ne riunisce le realtà consortili.
Insormontabili record per il palato che affondano le loro radici nei secoli fino ad arrivare all’antica Roma. Ma la storia dell’aceto balsamico prosegue e conosce, nel tempo, crescente successo: dall’utilizzo degli Estensi che nel 1400 lo introdussero tra l’aristocrazia e i reali, passando per il periodo napoleonico in cui divenne mezzo di pagamento e addirittura simbolo di ascesa sociale, o quando venne eletto a ricco e tradizionale omaggio o prezioso dono per nascite e matrimoni.
E’ ricco di aneddoti il suo percorso evolutivo ma non meno interessante è quello che accompagna la vera e propria produzione dell’aceto balsamico, del suo “viaggio” da una botticella all’altra nelle batterie delle famiglie dei produttori, nelle acetaie di dimore ricche o più umili.
Un ciclo produttivo che parte dalla “botte madre” dove il mosto cotto fermenta ed acetifica, e vede la la successione, ogni anno, dei rincalzi nelle (almeno cinque) botticelle, di legni diversi e di dimensioni sempre più ridotte. Sono anni di lavoro, di passione, di rituali tradizionali, da cui scaturisce, infine, un prodotto agrodolce e raffinatissimo.
E dalle tavole, oggi l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena vanta una ulteriore concreta celebrazione con l’opera d’arte di Erio Carnevali posta in una rotonda alle porte di Modena sulla via Emilia.
Un monumento realizzato su incarico del del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena che raffigura la famosa bottiglia di Giugiaro, simbolo distintivo dell’autenticità dell’aceto balsamico, emblema della sua eccellenza.
il video dell’intervista ad Enrico Corsini, Presidente di Piacere Modena, del Consorzio Terre del Balsamico e del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balasmico Tradizionale di Modena DOP















interessante davvero!!!!
ho anche scoperto come funzionano i diversi bollini di tutela e adesso potrò fare maggiore attenzione conoscendo le differenze.
grazie per queste informazioni
Giovanna
Bella e piacevole scoperta quella di incappare nel magazine Andando Vedendo cui sono approdato per caso perché lettore assiduo di Giano News.
Ottima idea dare a Giano anche la sua “ora di ricreazione”.
grazie per le belle cose che scrivete
Massimo Andrea Gandolfo
complimenti complimenti complimenti
NIki
Gardevole lettura e interessante intervista video.
Mi piace questa formula che permette di ascoltare le voci dei protagonisti.
Ottima prova di professionalità”