Una conversazione davvero piacevole quella con Maria Luisa Frisa per chiacchierare di una delle sue tante fatiche. E’ bello il suo libro che si presenta con un titolo provocatorio “Il corpo alla moda”
Che cos’è un corpo alla moda? Qual è la caratteristica di un corpo alla moda?
La caratteristica del libro Il corpo alla moda è quella di voler mettere in luce l’importanza del rapporto tra il corpo e l’abito, ossia quanto sia importante il nostro modo di relazionarci con quello che indossiamo, perché non è solo una questione di vedersi bene e indossare un bel vestito, ma è anche una questione di autoconoscenza, di capire quello quello non solo che ci sta bene, ma quello che ci fa stare bene.
E nel libro, attraverso una serie di esempi, cerco di svolgere la complessità di questo rapporto.
È il vestito che ci cambia o è il vestito che mostra la nostra personalità?
Allora, diciamo una cosa che il vestito sicuramente eh ci struttura, ci ci obbliga ad avere una certa postura, disciplina il nostro corpo.
Dall’altra parte però noi lasciamo il nostro corpo lascia un’impronta su quello che indossiamo e quindi lo trasforma e quindi diciamo che c’è un doppio movimento e da questo doppio movimento sicuramente l’abito esce trasformato, esce trasformato anche dalle emozioni che sono eh che quell’abito attraverso di noi ha vissuto.
Esi ste una sorta di smentita del discorso legato all’abito che rappresenta realmente la persona? L’abito che fa il monaco o non lo fa? E il corpo quanto quanto peso riesce comunque a mantenere?
Allora, diciamo una cosa che sicuramente l’abito fa il monaco, ma fa il monaco che noi decidiamo di essere, nel senso che io quello che dico sempre è che noi non dobbiamo seguire i consigli degli altri, non dobbiamo uniformarci al giudizio degli altri, pensare “Ma cosa penseranno di me se indosso quell’abito?”.
Sicuramente dobbiamo pensare a come ci vogliamo rappresentare. Infatti quello che io scrivo nel libro è che noi quando ci guardiamo allo specchio ogni mattina dobbiamo riconoscerci, no? Dobbiamo eh decidere che sarà in quel modo che noi usciremo per strada e ci presenteremo al mondo. Sicuramente non è una cosa facile perché questo presuppone eh una, come posso dire, educazione permanente, no?
Anche perché noi ci trasformiamo nel tempo, il nostro corpo cambia, ma cambiano i nostri desideri, cambia la nostra attitudine e quindi direi che imparare a vestirsi è un’educazione permanente. Trovare il proprio stile poi è difficilissimo secondo me e presuppone appunto un’autoconoscenza.
Direi che imparare a vestirsi è un po’ come andare in analisi.
la videointervista a Maria Luisa Frisa
Il corpo alla moda cambia con con la moda oppure no? nel senso che spesso i corpi si sono trasformati sulla base delle mode. Faccio un esempio molto banale, una estrema magrezza oppure una apparente formosità, no, del corpo femminile… E quanto possono incidere questi cambiamenti?
Beh, questa è una bella domanda perché sicuramente l’architetto Bernard Rudowski, che io cito a cui dedico quasi un capitolo nel libro, diceva che è la moda che progetta i corpi.
Lui lo diceva in senso negativo, colpevolizzando la moda, dicendo che era una cosa sbagliata. Diciamo che i corpi si trasformano anche a seconda di quelle che sono le regole della società in cui si trovano a vivere,
Quelli che sono è il gusto dell’epoca, no? Eh, la vita stretta degli anni 50, Il corpo androgino degli anni 70.
Io anche lì direi che c’è un doppio movimento dove i corpi si adattano alla moda, ma la moda si adatta ai cambiamenti sociali, perché la moda è un sismografo che registra immediatamente quelli che sono i cambiamenti sociali.













