Carpegna è un paese in provincia di Pesaro-Urbino; conta una popolazione di poco meno di 1700 abitanti, ha un’altitudine di 748 metri ed è immersa nel verde del Montefeltro. Il clima è mite e asciutto.
È una località climatica che, sino a una decina di anni fa, era particolarmente frequentata da famiglie provenienti sia da Pesaro, sia da Ancona, sia altre località delle Marche e della Romagna. Non lontane sono San Marino e San Leo, famosa per la fortezza citata da Dante come prigione del Conte Cagliostro. Con una manciata di chilometri si giunge a Pennabilli, in Romagna, e con meno di venti si è in Toscana. L’ottima cucina offerta da alcuni ristoranti della zona ha l’influsso romagnolo.
Una meta ideale per i buongustai
Tra i piatti caratteristici si segnalano i passatelli in brodo, ora offerti anche in asciutto con vari condimenti, e il coniglio porchettato. Carpegna è famosa per il prosciutto di Carpegna DOP che, in virtù del microclima, viene stagionato in uno stabilimento poco a valle del paese. Negli esercizi commerciali si trova sempre cortesia e disponibilità.
Nei mesi estivi sono aperti, al mattino, anche alla domenica e il giorno di Ferragosto. Ottimi i dolci locali e il pane del panificio/pasticceria Ciacci, da decenni sul mercato. Un paio di esercizi preparano sempre cibi cucinati di qualità. Viene raccolto un buon miele. Curiosamente a Carpegna circolano molti motocarri “Ape”, condotti anche da ragazzi.
Il paradiso per gli amanti della mobilità sostenibile
L’area comprende il parco naturale del “Sasso Simone” (1204 metri) e “Simoncello” (1221) raggiungibili con escursioni non eccessivamente difficoltose. Il Monte Carpegna raggiunge i 1415 metri. A poco più di mille metri d’altezza c’è la Cantoniera, distante 5 chilometri da Carpegna, che consente passeggiate rilassanti.
Carpegna è la meta preferita di tanti ciclisti che, raggiungono, o tentano di raggiungere, la cima a 1358 metri. Era il percorso preferito per gli allenamenti di Pantani. In località “Cippo”, lungo il percorso, dove vi è un campeggio, si trova anche un piccolo monumento celebrativo del ciclista. I ciclisti si fermano a Carpegna in una pasticceria, che offre il servizio bar, e dispone di strumenti di ausilio per le biciclette ma non dei servizi igieni (con un cartello in bella mostra per gli incauti).
Da dove salta fuori il nome Carpegna?
L’origine del nome Carpegna è incerta per cui non ci si inoltrerà in improbabili elucubrazioni.
La documentazione attendibile è quella relativa all’insediamento dei “Conti di Carpegna”, risalente agli inizi del XIII secolo.
Era una famiglia detentrice, nel Medio Evo, di alcune decine di castelli con giurisdizione su tutto il territorio della “Pieve di Carpegna”, avente interessi politici e patrimoniali. Anche le ricostruzioni genealogiche non sono certe. Una pretesa bolla imperiale del 962 dell’Imperatore Ottone I è reputata redatta da un falsario medioevale. Come ha scritto Tommaso di Carpegna Falconieri, nel suo libro “Nel labirinto del passato” (recensito su Giano news), il Medio Evo fu particolarmente prolifico di falsi; è stato una culla della creazione dei falsi per ricostruire la storia dove mancavano fonti documentali. Viene definita “Pia fraus” (pia frode) quando in mancanza di documenti storici li si costruiscono a piacimento.
il Palazzo dei Principi
Nell’età moderna i possedimenti furono trasformati in feudi imperiali, sino al 1819 quando vennero devoluti al Papa. Nel 1670, il Cardinale Gaspare di Carpegna (1625-1714), molto influente nella corte romana, si fece riconoscere notevole autonomia per la contea e fece erigere una imponente residenza in Carpegna, l’attuale palazzo dei Prìncipi. Incrementò le attività commerciali. L’imponente edificio dei Prìncipi di Carpegna Falconieri tutt’ora è abitato dai discendenti; pressoché intatto, è visitabile; in alcuni periodi estivi, nella parte più bassa, vengono allestite piccole mostre artigiane.
La Pieve di San Giovanni Battisti
A circa due chilometri dal centro del paese, al confine con il comune di Frontino, vi è la Pieve romanica di San Giovanni Battista, risalente al XII secolo.
Una tirata d’orecchi per chiasso e frastuono
Da alcuni anni l’Amministrazione locale promuove il “festival cultura d’estate”. Ha inizio con la “festa del prosciutto”, che si svolge intorno alla seconda decade di luglio, e termina verso la fine del mese. Quasi tutte le sere, Giove pluvio, si esibiscono artisti locali o gruppi esterni. Le esibizioni canore dei gruppi provenienti da fuori, solitamente, hanno scarso rispetto per i decibel e per gli orari previsti dalle norme.
Avanti al Palazzo dei Prìncipi, la piazza, poco più grande di tre campi di calcetto, fa da cassa di risonanza e dormire in centro è un’impresa, tranne chiudere finestre e mettersi i tappi alle orecchie, atteso che vengono impiegate strumentazioni degne di un grande stadio di calcio.
Spesso vibrano anche le finestre. Alle rimostranze il cortese Sindaco risponde: “vai a fare la villeggiatura altrove”.
Non mancherebbero aree molto capienti per parcheggi e attrezzature acustiche. Mistero perché non vengano utilizzate, atteso che il disagio sarebbe ridotto quasi a zero. In un centro montano, dove i turisti sono mediamente di età intorno ai 60 anni e oltre, cercano refrigerio e riposo non è il massimo. Giugno e settembre sono sempre calmi e fruibili senza disturbi sonori.
Sia il Sindaco, che il vice Sindaco (il medico del luogo) sono particolarmente operosi; vengono molto apprezzati dalla cittadinanza per la dinamicità; provvedono personalmente a scaricare, sistemare e caricare le sedie sui mezzi in occasione dei concerti e molte altre incombenze di varia natura. Il Sindaco gestisce anche uno dei tre alberghi del paese (dove i rumori giungono attenuati).
La Polizia Locale (un dipendente) si nota molto raramente, forse intenta a vigilare gli uffici. Ci si domanda quanto l’impegno quotidiano nei lavori di sistemazione effettuato dalle due massime cariche comunali sia conciliabile con autorevolezza e dignità della carica ricoperta.
Le cariche elettive amministrative, anche nei piccoli centri, vanno rispettate in quanto si è rappresentanti di tutti e non solo di sé stessi nel pur lodevole impegno personale. Certe ostentazioni andrebbero contenute.














