Molti studenti universitari raccontano di esser stati alla Cattolica.
Molti di loro si riferiscono ai rispettivi trascorsi universitari e solo una esigua minoranza di tali voci fa invece riferimento ad uno dei capolavori dell’architettura bizantina della nostra penisola.
Piccola, piccola, piccola, è una sorta di “bonsai” ideale per la celebrazione di importanti ricorrenze come la festa dell’Assunta e persino della Pasqua ortodossa officiata dai monaci greci.

La tappa della nostra escursione è in Calabria, in provincia di Reggio e svetta sul litorale ionico.
Siamo a Stilo e abbiamo dinanzi una meraviglia in formato mignon.
Chiesa a base pressoché quadrata, è sormontata da cinque cupole che poggiano ciascuna su una struttura cilindrica. Quella centrale, più alta e di diametro superiore, è caratterizzata dalla presenza di quattro bifore. In origine le cupole erano rivestite da lamine in piombo mente oggi sono ricoperte da tegole ocra.
Si accede varcando la porta di ingresso sormontata da un architrave, sovrastato a sua volta da un arco a tutto sesto, e subito si osserva la pavimentazione in creta rossa a piccoli riquadri e immediatamente balza agli occhi la circostanza che le quattro colonne non siano identiche (non solo nella forma ma anche nel materiale, visto che due sono in cipollino, una in lunense e l’ultima in granito).

La prima colonna a destra reca una scritta in greco che ricorda l’apparizione di Nostro Signore, mentre la corrispondente a sinistra riporta incisioni in caratteri arabi e poggia su un capitello corinzio rovesciato. Più avanti un’altra ha come base un capitello dorico. E’ pressoché istintivo immaginare la differente provenienza delle quattro colonne, probabilmente “estratte” da diversi monumenti o templi della zona.
In proposito è tramandata una leggenda secondo la quale quattro giovani donne del posto – intente a filare e a cantare mentre camminavano verso il Monte Consolino – avrebbero portato fin lì quel peso disumano senza nemmeno accorgersi dello sforzo inimmaginabile.
Il lato di levante della costruzione è caratterizzato da tre absidi: quella centrale (c.d. “bema”) era destinata ad ospitare l’altare, mentre quella a nord (chiamata “prothesis”) accoglieva il rito preparatorio del pane e del vino, e infine quella a sud (ossia a destra entrando e identificata come “diakonikon”) era una sorta di minuscola sacrestia e per l’appunto era predisposta per custodire gli arredi sacri e per consentire la vestizione dei sacerdoti prima della liturgia.
Tra le tante curiosità c’è il possibile uso della Cattolica come oratorio musulmano. E’ sorprendente infatti che nei secoli scorsi gli Arabi, che hanno sempre privilegiato il saccheggio del territorio, non abbiano distrutto la minuscola chiesa bizantina ma l’abbiano invece individuata come proprio luogo di culto e di preghiera probabilmente anche in ragione della posizione dominante e della particolarità della costruzione.
La collocazione offre una ampia visuale e permette di osservare Stilo dall’alto e di ammirarne la bellezza del borgo.

Chi vuole saperne di più e avere dettagli per la visita della Cattolica qui può trovare informazioni interessanti.
E come al solito ecco la mappa per arrivarci senza sbagliare strada.












con tutto il rispetto per la cultura, che serve anche quella, non pensi di fare un passettino verso la politica? servono persone della tua capacità per risollevare questo paese, Come MINISTRO DELLE FINANZE
sito meraviglioso!!!
bravo signor Umberto!
G. Feniglia
Sono molto incuriosito dagli itinerari che suggerisce il vostro sito Andando Vedendo e trovo molto utili le indicazioni per raggiungere le località che vengono proposte.
Continuate così.