Gli eporediesi, che altro non sono che gli abitanti di Ivrea, regalano ogni anno un terribile duello in cui i proiettili sono succosissime arance.
Una sfida storica che vede contrapposte squadre di nerboruti soggetti che – protetti da armature e persino maschere da scherma – si colpiscono senza pietà muovendosi su appositi carri che trasformano la città piemontese in una arena sanguinaria o forse …“sanguinella”.
Mentre questa tradizione è ben nota dalle nostre parti, non tutti sanno che (come dice la rubrica della Settimana Enigmistica) che in Spagna c’è qualcosa di simile che attira visitatori stranieri pronti a vedere la cittadina che si tinge di rosso.
Niente paura, il rosso non è quello del sangue ma quello dei pomodori usati come strumento offensivo.
Migliaia di partecipanti —molti attratti dal film di Bollywood “Zindagi Na Milegi Dobara” (Si vive una volta sola) — anche quest’anno sono arrivati nella cittadina spagnola per “La Tomatina”. La pellicola del 2011 racconta infatti la storia di tre amici durante un lungo addio al celibato intraprendono un viaggio in Spagna e arrivano proprio a Buñol in occasione della grande festa.
il trailer del film “Zindagi Na Milegi Dobara”
Lo spettacolo è garantito: camion carichi di pomodori avanzavano lentamente tra la folla e dai loro cassoni le persone lanciano quei frutti dea terra sui partecipanti che, a loro volta, se li scagliano addosso a vicenda…
Magliette bianche rapidamente tinte di rosa e rosso, altoparlanti con canzoni pop a tutto volume: uno scenario incredibile in cui, ad un certo punto, la polizia è sembrata ricorrere allo spray al peperoncino non per condire il sugo del duello per disperdere un gruppo di persone, ma per fortuna l’atmosfera festosa è tornata subito a prevalere.
La caotica battaglia è durata oltre un’ora tra le strade della cittadina, dove gli edifici erano stati preventivamente coperti con teloni protettivi.
Va detto che questa specie di festival, che si tiene l’ultimo mercoledì di agosto, affonda le sue radici in una rissa a colpi di cibo avvenuta nel 1945.
“La Tomatina” divenne una tradizione annuale prima di essere vietata negli anni ’50 dal dittatore spagnolo Francisco Franco. L’attenzione mediatica televisiva degli anni ’80 contribuì a trasformare la festa in un evento nazionale e, col tempo, in un’attrazione internazionale.
I visitatori quest’anno sono stati oltre 20.000 e secondo l’agenzia di stampa spagnola EFE ha riferito che circa il 40% dei partecipanti degli ultimi tre anni è arrivato dall’estero.
Volete conoscere le regole del gioco? Vi accontento subito.
Il primo e unico “comandamento” è quello di schiacciare i pomodori prima di lanciarli per evitare infortuni. Ciò nonostante, molti partecipanti indossano occhialini da nuoto e tappi per le orecchie come protezione.
Trascorso il tempo stabilito, un colpo di cannone segna la fine dei festeggiamenti: la folla corre a ripulirsi presso le docce pubbliche della zona e successivamente le strade del paese vengono lavate con getti d’acqua.
A questo proposito, sebbene le macchie sui vestiti possano essere indelebili, l’acido citrico contenuto nei pomodori agisce come detergente e tutto sommato lascia spesso le strade di Buñol più pulite di prima.
Va ancora detto che per partecipare i “non residenti” devono pagare un biglietto che costa 15 euro.
Un’ultima cosa. Gli appassionati di scontri con lanci di pomodori devono sapere che analoghe disfide si svolgono anche in Florida, a Londra, ad Amsterdam, nella cittadina colombiana di Sutamarchán e a Hyderabad, in India.















Non oso immaginare quante tonnellate di pomodori siano necessarie per uno scontro così divertente……
Altro che spreco alimentare…
Su questo sito le sorprese non mancano mai.
Sono stato un paio di volte ad Ivrea ed è uno spettacolo incredibile ..
Non sapevo che esistevano altre manifestazioni simili e addirittura sparse in giro per il mondo!
Grazie come sempre AndandoVedendo
Certamente sarebbe bello che le guerre fossero soltanto queste e non ci fosse invece il sangue al posto del succo di pomodoro spagnolo o di arance eporediesi