Il “diffidate delle imitazioni” non è più soltanto un invito, ma una vera e propria partita da giocare per l’Italia che – come nessun altro Paese al mondo – vede la sua produzione alimentare oggetto di contraffazione e di inganno.
E’ una battaglia difficile perché chi spaccia per italiani cibi e vini che hanno tutt’altra origine e soprattutto ben diversa qualità non manca di fantasia e sa come trarre in errore il consumatore straniero.
A scendere in campo per tutelare il comparto vitivinicolo nazionale è una compagine ben strutturata che vede alleate le istituzioni e le realtà produttive del Lazio che coraggiosamente hanno trovato uno strumento che vorrebbero fosse la Durlindana per trafiggere la concorrenza sleale e tutelare gli acquirenti.
E’ nato così il contrassegno di Stato con il tricolore destinato alle bottiglie del Consorzio Roma DOC, che garantisce la tracciabilità della bottiglia consentendo a chi vuol bere davvero “italiano” di risalire all’effettiva origine di quel che si sta comprando.
Il contrassegno – realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – nasce dalla fusione delle più moderne tecnologie e dalla storica esperienza di sistemi antifalsificazione delle banconote e dei documenti.
Un codice univoco QR (quelli quadrati che hanno preso il posto dei veterani codici a barre) e un “Passaporto Digitale di Prodotto” consentirà ad ogni bottiglia di essere riconosciuta, verificata e tracciata lungo tutta la filiera.
L’iniziativa vede in campo l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio (ARSIAL) che ha finanziato il primo milione di contrassegni e il Consorzio Roma DOC che ne ha adottato la soluzione per garantire l’originalità della produzione delle aziende vitivinicole associate.
La sfida è soltanto cominciata, ma segna un passaggio strategico per l’intero comparto. Il processo “educativo” dovrà essere il prossimo step, perché è fondamentale la divulgazione dell’iniziativa, operazione indispensabile per far capire importanza e dinamica di funzionamento del contrassegno. I consumatori, abituati – ma non tutti – a inquadrare il codice QR, dovranno essere sensibilizzati a scoprire la storia del vino che stanno per versare nel bicchiere. Quel “quadratino” potrà fa navigare l’utente non solo sul web ma virtualmente indietro fino alle cantine e alle vigne in un viaggio che darà ancora più gusto ai piaceri del palato.













ottima. idea
Un buon prodotto deve difendersi dalla contraffazione.
È fondamentale conoscere l’origine di quel che mettiamo sulla nostra tavola.
Sono iniziative che devono essere pubblicizzate a tutela dei cinsumatori