Accendono emozioni, fantasia, ma comunicano anche identità e tradizione.
Viaggiano insieme cinema e moda creando sogni e concretizzando un potente immaginario di bellezza.
Viaggiano insieme nella mostra “Fashion Frames” che celebra l’incontro leggendario tra queste due grandi arti nel fortunato momento storico degli anni ’50 e ’60 che videro l’esplosione delle produzioni cinematografiche e parallelamente della creatività e del saper fare degli stilisti italiani
Dal 10 al 25 marzo l’esibizione curata da Stefano Dominella, ambasciatore del made in Italy nel mondo, farà conoscere ai visitatori dell’Istituto Italiano di Cultura della Grande Mela, una storia straordinaria attraverso trenta creazioni di couturier, stilisti e atelier, abiti iconici indossati dalle dive, attrici protagoniste ed interpreti della nuova couture italiana, di quello stile e quelle nuove tendenze che affiancavano il cammino ed il successo della sfavillante Hollywood sul Tevere.
Stefano Dominella e Guillermo Mariotto
Fu proprio il cinema con la carica dirompente del fascino delle dive a rappresentare un infallibile strumento di comunicazione per la moda italiana. Furono le Star americane, a Roma per girare nei famosi teatri di posa di Cinecittà, a indossare i modelli delle nascenti maisons italiane, le involontarie ambasciatrici all’estero di una vera e propria rivoluzione di stile.
A sottolineare la fondamentale presenza dell’industria cinematografica italiana, durante la conferenza stampa di presentazione della mostra a New York, oltre allo stilista Guillermo Mariotto anche il presidente di Cinecittà Antonio Sassone (vedi, per entrambe la videointervista in calce all’articolo).
Antonio Saccone
Gli abiti esposti, immortalati dalla cinepresa di grandi registi sono ormai, da sempre, pezzi iconici. Provengono da importanti archivi storici e dall’archivio personale del curatore: raccontano magnificamente personaggi e protagonisti, rievocano le silhouette di chi li aveva indossati, fanno rivivere film, scene, inquadrature ed epoche indimenticabili. E continuano a rimandare alla creazione di nuovi stili .
Si pensi ai drappeggi che avvolgono Lana Turner inventando un prototipo new romantic o all’abito di Audrey Hepburn, in “Guerra e pace”, in stile impero che ne rilancia la tendenza in tutto il mondo. Si può ammirare il sontuoso vestito a sirena che abbraccia Anita Ekberg, icona di stile e sensualità, nella Fontana di Trevi in La dolce vita, di Fellini e ancora i capi indossati da grandi interpreti ed icone di una estetica più contemporanea come Sabrina Ferilli, tra i protagonisti del film premio Oscar “La grande bellezza” di Sorrentino, Monica Bellucci, immortalata da Tornatore in “Malena”, Scarlett Johansson e la Pop Star Beyoncé.
Abiti che non sono semplicemente capolavori estetici ma raccontano storie di creatività, talento ed alto artigianato. Creazioni che portano le firme dei grandi nomi del Made in Italy come Fernanda Gattinoni, Valentino, Giorgio Armani, Guillermo Mariotto, Gianni Versace, solo per citarne alcuni.
LA MODA? CHE CINEMA! – intervista a Stefano Dominella
MARIOTTO, IL CINEMA, LA MODA, LA VITA – intervista a Guillermo Mariotto
IL CINEMA AMBASCIATORE DELLA MODA – intervista ad Antonio Saccone














Un made in Italy indimenticabile, che nessuno vento di guerra può spazzare via perché è una grande bellezza infusa in noi, anche inconsapevolmente….