Tutti probabilmente sanno che il Museo del Palazzo Imperiale di Pechino si trova nella Città Proibita, che nasce nel 1925 e conserva al suo interno quasi due milioni di reperti, rappresentando un fondamentale custode e continuatore delle tradizioni artigianali di corte.
Però forse non tutti sanno che a Roma, nelle sale della Palazzina dell’Auditorio di Villa Farnesina, dal 4 al 18 maggio 2026 è possibile apprezzare un assaggio di quelle bellezze.
“Grazie alla mediazione culturale abbiamo potuto portare qui per la prima volta in Italia e fuori dalla Città Proibita una serie di opere che sono il frutto di quella forma di mantenimento che è stata programmata dal museo del palazzo imperiale di Pechino e ha fatto tesoro delle tecniche artigiane e artistiche che per secoli si sono tramandate lungo le generazioni e le dinastia cinesi e che rischiavano di andare perdute”.
A parlare con orgoglio della mostra “Il Palazzo Imperiale di Pechino” è Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi, Presidente della Associazione Nuova Artemarea ETS che ha realizzato questa affascinante opportunità di immersione nelle meraviglie di secoli di arte e artigianato cinese.
la videointervista a Guicciardo Sassoli, Presidente di Nuova Artemarea ETS
“I capolavori esposti sono realizzati sì con tecniche tradizionali ma anche con forme creative che le più moderne tecnologie hanno permesso di esprimere.
Le simbologie antiche, ricreate magistralmente in ossequio al concetto irrinunciabile della preservazione che ha portato fino a noi certi tesori, si uniscono strumenti del futuro, prendono forma in una ottantina di opere che riproducono fedelmente gli originali, originali che non possono uscire per statuto dalla Città Proibita per una storia lunga e anche travagliata della Cina che non dimentica come molti capolavori vennero trafugati e trasferiti” spiega Sassoli. “Non si tratta solo di una questione di sicurezza e di difesa materiale di un simile patrimonio, ma anche di ragioni legate all’interesse conservativo di tali opere che potrebbero rischiare un fatale deterioramento”.
La mostra regala al visitatore una sorta di viaggio nel tempo.
“Abbiamo ad esempio un pannello in mostra che riprende un’antica pittura del 1113 che rappresenta una serie di montagne e paesaggi cinesi. E’ collocata nell’abside, in fondo, nel punto focale della Palazzina dell’Auditorio di Villa Farnesina e accoglie il pubblico in un abbraccio simbolico” illustra Guicciardo Sassoli.
“La pittura originale è stata trasferita con la stessa immagine sopra un pannello rigido attraverso una specie di «ricamo digitale» grazie ad una tecnica innovativa sviluppata dalla Tsinghua University, uno dei più prestigiosi Atenei cinesi”.
“In esposizione” conclude il Presidente Sassoli “ci sono poi una serie di abiti di manifattura imperiale che – confezionati completamente a mano – ci fanno trovare di fronte a quelli che erano esattamente gli abiti fra la metà del 600 e altri della prima metà del 700, con tessuti e sete arricchiti da decine di migliaia di perle e fili d’oro…”
un momento della conferenza stampa nel parco di Villa Farnesina
L’interessante mostra si inserisce nelle celebrazioni per il centenario della fondazione del Museo del Palazzo Imperiale della Città Proibita e arriva in occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. L’iniziativa contribuisce a rafforzare il dialogo culturale tra i due Paesi e a consolidare le relazioni sempre più intense tra l’Accademia Nazionale dei Lincei e le più alte istituzioni scientifiche e culturali della Repubblica Popolare Cinese.














grazie per la segnalazione senza laquale non avrei mai saputo dell’esistenza di questa magnifica esposizione!
Michele Gambino
Sicuramente andrò! Grazie per la dettagliata descrizione