Non c’è bisogno di sbarcare sull’Isola della Tortuga per trovare una fortuna e chi cerca un tesoro può scovarne facilmente uno in Emilia Romagna: ha quello di un patrimonio termale straordinario che è ben lieta di condividere con i suoi ospiti.
La caccia alle emozioni in questo territorio ricco di acque preziose può cominciare con la Notte Celeste 2026, il miglior biglietto di visita che qualifica un territorio e ammalia chi vuol “sentirsi bene”, è un appuntamento da non perdere e quindi il weekend del 27/28 giugno deve spodestare qualunque altro impegno finora fissato in agenda.
Sabato 27, infatti, tutte le località termali dell’Emilia Romagna saranno coinvolte con aperture straordinarie, spettacoli, musica e iniziative pensate per vivere le terme in una dimensione suggestiva e avvolgente, tra relax e intrattenimento. Un evento unico che racchiude l’identità stessa del sistema termale emiliano-romagnolo: un territorio in cui salute, accoglienza e qualità della vita si incontrano, offrendo esperienze autentiche e rigeneranti per ogni tipo di pubblico.
A raccontarci il backstage quotidiano del Consorzio del Circuito Termale dell’Emilia-Romagna (COTER) è il suo Presidente Lino Gilioli.
la videointervista a Lino Gilioli
“Per fare le cure ci vogliono le acque termali e le acque termali sono una ricchezza che chi ha fatto il Creato ovviamente non ha distribuito in maniera proprio equa. Quindi ci sono terre realtà che ne sono molto più ricche e altre che ne sono meno. L’Emilia-Romagna certamente è una realtà molto ricca di acque termali e soprattutto è una realtà ricca di terme vere. Si sente parlare spesso di terme, ma si sente parlare poco di che cosa vuol dire essere veramente una località termale” spiega Gilioli.
“Per rientrare in questo novero e quindi poter erogare cure specifiche bisogna intanto avere appunto un giacimento di acqua termale. Poi occorre essere autorizzati dal Ministero della Salute a utilizzare quell’acqua riconosciuta come curativa e avere anche l’ok del Sindaco della città che valida il presidio sanitario. In più se si vogliono sfruttare le opportunità del servizio sanitario nazionale.la stazione termale deve essere anche accreditata, dimostrando di avere una dotazione di medici e di professionisti sanitari in grado di poter fare questo mestiere…
L’Emilia- Romagna è un polo d’eccellenza per la cura del corpo e delle patologie e lo è veramente a 360°”.
le Terme di Salsomaggiore
Viene da chiedere quali siano le prerogative di queste acque, così da riconoscere le differenze tra “terme vere” e le tante “spa” figurative che abbondano in giro per l’Italia.
“La ricchezza dell’Emilia-Romagna si caratterizza soprattutto per la presenza, diciamo, di tre tipologie di acque termali, in particolare quelle sulfuree, quelle salsobromoiodiche e quelle solfatocalciche, magnesiache.
Le acque sulfuree sono particolarmente indicate per l’apparato respiratorio, le acque salsobromoiodiche sono indicate soprattutto per l’apparato ostearticolare, tutte le aree del solfatocalcico e del sulfureo invece sono idonee nell’area dermatologica e vascolare…” precisa il presidente del COTER.
il Presidente Lino Gilioli
Un discorso molto più ampio riguarda il turismo termale e la ricerca del wellness, che ora è veramente una parola d’ordine.
La gente vuol trovare il benessere alle terme per avere benefici immediati e soprattutto prepararsi per una serena e anche sana longevità…
“Negli ultimi anni soprattutto si è sviluppato fortemente il turismo del benessere il cui punto di riferimento non sono solo le acque termali ma anche tecniche e metodologie legate appunto alla longevità. Ogni centro termale non trascura questo ambito. Abbiamo ad esempio le Terme di Castrocaro, che su questa specifica materia ha sviluppato una vera e propria factory, ha saputo dar vita ad una equilibrata sinergia tra acque termali, tecnologie evolute e stili di vita che puntano proprio ad aiutare a vivere più a lungo, ma soprattutto a vivere sani” sottolinea Lino Gilioli.
le Terme di Castrocaro
E’ anche per questo che ogni anno si rinnova la pubblicazione della vostra famosa guida delle terme del benessere per l’Emilia Romagna.
“Ormai è una tradizione, diciamo, quella della guida delle nostre terme che vuole essere un racconto sulla via delle acque. Non solo illustriamo le cure termali, che pure rimangono il perno della nostra attività, ma soprattutto il territorio e le sue caratteristiche. Il territorio non è semplicemente per le terme uno sfondo, è un palcoscenico all’interno delle quali si sviluppa l’attività termale.”
Gilioli tiene a ricordare la Notte Celeste e chiude la chiacchierata aggiungendo che “È arrivata alla 14ª edizione e vuole essere la notte dello “star bene”, un invito a prendersi cura di sé, un suggerimento ad abituarsi a qualche stile di vita un pochettino più sano. Credo che se ne abbia bisogno…”
la “Notte Celeste 2026”















Grazie per il suggerimento!
Sabato prossimo sarà un divertente “assaggiare” la notte celeste emiliano romagnola…
C’è solo l’imbarazzo della scelta!!!!
AndandoVedendo non manca mai di consigliare opportunità che vale la pena non lasciarsi sfuggire.
Quella della Notte Celeste non la conoscevo e senza dubbio non me la perdo
🙏 grazie per la dritta della Notte Celeste 🙏